NEWS E COMUNICAti STAMPA

19 Marzo 2016

 

Lettera del nostro Presidente, Stefano Dosio, inviata ai giornali in merito alla questione 'ndrangheta a Seregno.

 

In merito alle recenti operazioni delle forze di polizia e le decisioni del Prefetto circa la chiusura dei due locali per pericolo concreto di infiltrazioni criminali, la situazione é molto preoccupante. Non passa giorno che non si sentano notizie circa arresti di persone che, a qualsiasi titolo, fanno parte di sodalizi criminali. 

Parlo sia di ndrangheta che di spaccio di droga, molto spesso tra loro intrecciate, cosa evidente anche in una recente operazione delle forze di polizia che ha visto l'arresto del titolare di un bar proprio di fronte la basilica centrale di Seregno. Episodio da me citato nella manifestazione di domenica scorsa.

Droga c'è n'è tanta: basti pensare alla quantità di sequestri nella sola provincia di Monza e Brianza e le operazioni quotidiane delle forze dell'ordine nella nostra città.

La prima cosa quindi, a mio parere, è essere coscienti della vastità e della pericolosità del fenomeno delinquenza-droga-violenza. E soprattutto contrastare e respingere comportamenti che tendano a sottovalutare o essere confusivi rispetto ad attività dichiarate anche dalle autorità di polizia come contigue alla criminalità organizzata. I cittadini hanno bisogno di comportamenti chiari, coerenti e risoluti rispetto a questo grave problema. 

La mia proposta alla manifestazione di domenica scorsa (13/3/2016), su modello della campagna "Addio pizzo" sul fronte della ribellione al racket e alle estorsioni di tipo mafioso, vede le associazioni di categoria e i consumatori impegnarsi per istituire una sorta di "riconoscimento" per tutte quelle attività commerciali che ottengono il via libera dalla prefettura per la certificazione "antimafia" (d.lgs. n. 159/2011). Potrebbe essere una vetrofania da apporre all'ingresso del negozio, facilmente riconoscibile o ogni altra idea utile allo scopo pensata con l'associazione di categoria. Io, come consumatore, devo sapere che in quel negozio posso acquistare "sicuro", senza dare i soldi alla criminalità organizzata e quindi sostenendo involontariamente coloro i quali fanno concorrenza sleale, impiegando soldi e proventi illeciti per attività di commercio.

Un altro aspetto rilevante e quasi sottaciuto è quello del coinvolgimento dei giovani in queste organizzazioni. L'ultima operazione della magistratura ha messo in luce molto bene anche il coinvolgimento di numerosi ventenni e trentenni brianzoli nelle attività criminose e nello spaccio di stupefacenti. 

Per questo sto pensando ad un possibile percorso di collaborazione con l'Associazione Libera, di Don Luigi Ciotti. Libera è un'Associazione contro le mafie molto attiva, soprattutto in campo educativo e per la legalità. Al suo interno vede la presenza di molti giovani, entusiasti, impegnati spesso in attività sociali ed imprenditoriali per esempio su beni confiscati alla mafie.

Per ora è semplicemente una mia idea. Ne discuterò con i miei associati e poi con le forze "sane" della città.

Sarebbe comunque importante coinvolgere più realtà possibili, proprio perché dobbiamo essere uniti per affrontare e arginare questo "cancro" che, dietro i soldi facili, la violenza, l'uso di droghe, rischia di portare noi tutti alla rovina.

Il tempo è poco, le forze in campo anche. Ma sono sicuro che Seregno saprà risollevarsi grazie alle sue migliori risorse. Che ha.

 

Cordialmente.

 

Stefano Dosio

 

SEREGNO, 6 NOVEMBRE 2015

 

Lettera del nostro Presidente in merito alla lapide posta al Cimitero di Seregno a ricordo delle vittime seregnesi che appartenevano alla Repubblica Sociale Italiana

 

CARO FRATELLO,

TI SCRIVO QUESTE POCHE RIGHE NEL PIENO RISPETTO E CONTENTO CHE TU ABBIA TROVATO UMANA SEPOLTURA. MA CREDO OPPORTUNO FARE UN PO’ DI CHIAREZZA.

SEI STATO VITTIMA DI UNA GUERRA TREMENDA, COSTATA MILIONI DI MORTI, LUTTI, FAMIGLIE DISTRUTTE E SEPARATE, VIOLENZE INENARRABILI.

NON VOGLIO CHE IL TUO SANGUE, COME QUELLI DI TUTTI GLI ALTRI COMBATTENTI A QUALUNQUE FEDE O CREDO APPARTENGANO, SIA STATO SPARSO INVANO.

TU NON MI PUOI SENTIRE, MA VOGLIO LO STESSO SCRIVERTI, PER DIRTI COME GLI IDEALI PER I QUALI HAI COMBATTUTO, IDEALI DI SOPRAFFAZIONE DELL’UOMO SULL’UOMO, IDEALI DI GIUSTIZIA SOCIALE SOLO PER CHI ERA “CAMICIA NERA”, IDEALI DI SUPREMAZIA DI UNA RAZZA SULL’ALTRA, ERANO DEL TUTTO SBAGLIATI.

MI SPIACE DIRTELO, SONO SICURO CHE CREDEVI IN UN FUTURO MIGLIORE, PER TE, PER LA TUA FAMIGLIA.

NULLA TOGLIE AL RISPETTO CHE TI DEVO. E’ CHE VOGLIO PARLARTI CON FRANCHEZZA, COME FA UN AMICO AD UN ALTRO AMICO CHE STA SBAGLIANDO.

CI SONO PERSONE, IN QUESTO TEMPO, CHE FANNO DEL TUO SANGUE TERRENO DI SCONTRO POLITICO. VORREBBERO UTILIZZARE I TUOI IDEALI PER FARNE BATTAGLIA POLITICA, ESALTANDO PROPRIO CIO’ PER CUI MAGARI SEI INNOCENTEMENTE MORTO.

ESALTANDO LA SUPREMAZIA DI UNA RAZZA SULL’ALTRA, DERIDENDO LA DEMOCRAZIA, UNICO MEZZO CHE ABBIAMO PER ESPRIMERE LE NOSTRE OPINIONI E LA NOSTRA LIBERTA’, DICENDO CHE E’ UN IMPICCIO, UN INUTILE COSTO, UNA PALLA AL PIEDE.

COSTORO FANNO FINTA DI NON RICORDARE COSA HA SIGNIFICATO IL FASCISMO: MIGLIAIA DI MORTI MANDATI A COMBATTERE PER ”ONORE” DEL DUCE, GRAVI CRISI ECONOMICHE PER SOSTENERE IL PESO DI ASSURDE GUERRE E DOMINI COLONIALI, MIGLIAIA DI PERSONE PRIVATE DELLA LIBERTA’ E MANDATE A MORIRE, COME TESTIMONIA IL CAMPO DI STERMINIO DELLA RISIERA DI SAN SABBA IN TRIESTE.

TI CHIEDO: HA PIU’ RISPETTO DI TE UNA PERSONA CHE ESALTA LE IDEE CHE TI HANNO CONDOTTO A MORTE E CHE TI “USA” PER PROPRI FINI, OPPURE CHI TI DICE CHE STAI SBAGLIANDO ?

SONO SICURO CHE SE AVESSI POTUTO VEDERE IL COSTO DEI TUOI “IDEALI” AVRESTI CERTO CAMBIATO STRADA.

GRAZIE PER AVERMI ASCOLTATO. SE POI RIMARRAI DELLE TUE IDEE ME NE FARO’ UNA RAGIONE. MA NELLA DEMOCRAZIA DI TUTTI, COSTATA IL SANGUE PARTIGIANO, POSSIAMO PERMETTERCI IL “LUSSO” DI ESSERE SINCERI.

 

DOSIO STEFANO

 

CITTADINO DI SEREGNO

 

PARIGI, 13 NOVEMBRE 2015

 

Lettera di un papà che ha perso sua moglie negli attentati di Parigi, pubblicata sul suo profilo Facebook. 

 

Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio. Eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete.     Voi volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con diffidenza, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.  
 
L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era tanto bella come quando è uscita venerdì sera, tanto bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio".

 

Antoine Leiris

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